Home Page

CIMINNA - Riaffiora un antico santuario a Demetra

Scoperto un tempio, che risalirebbe al quarto secolo avanti Cristo. Al progetto, promosso dal Comune, partecipano anche l'università di Londra e Matera. L'area sarebbe stata abitata dall'Età del bronzo. Sono stati rinvenuti anche i resti di ceramiche e strutture murarie. Frammenti di figure femminili fanno pensare alla divinità.  

CIMINNA (gid) - Il ritrovamento di un santuario che risale al Quarto secolo avanti Cristo probabilmente dedicato a Demetra, avvenuto lo scorso settembre durante una campagna di scavi archeologici sul Pizzo di Ciminna, è stato annunciato alla comunità scientifica dal professore Emmanuele Curti, l'archeologo che dirige gli scavi a Ciminna, nel corso del convegno di studi "Dal Sikanikom all'Ellenikon, riflessioni sugli ethne della Sicilia antica, Origini e relazioni", organizzato dalla Soprintendenza ai Beni culturali e dall'Istituto siciliano per la Storia antica "Eugenio Manni". La notizia è stata appresa ieri. La scoperta è di grande rilievo, non soltanto per l'interesse scientifico del ritrovamento, ma anche per le possibili prospettive di sviluppo economico che potrebbero aprirsi per questa parte del territorio della provincia. Ma, andiamo per ordine. La campagna di scavi che ha portato al ritrovamento del santuario prende l'avvio nel 2001, quando su segnalazione dell'archeologo Andrea Masi, un ciminnese trasferitosi a Londra giovanissimo e laureatosi in archeologia nel '99, il Birkbeck College dell'Università di Londra aderisce al progetto di fattibilità del Comune di Ciminna riguardante il recupero e la gestione dei beni archeologici ricadenti nel proprio territorio. Successivamente anche la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera dell'università della Basilicata aderisce al progetto. Ad una prima ricognizione dell'intero territorio di Ciminna diretta dalla dottoressa Gloria Calì appare subito evidente agli archeologi che l'area è di eccezionale interesse scientifico. Oltre al sito del Pizzo, databile al Quarto secolo avanti Cristo, da una prima mappatura emergono altri due siti di epoca successiva: un insediamento romano, in località Cernuta, abitato fino alla tarda antichità, (i resti di una villa romana sono stati individuati nei pressi del fiume San Leonardo) e un insediamento arabo sul Monte Rotondo, oltre naturalmente all'area dove sorge l'attuale centro abitato di Ciminna risalente agli inizi del XII secolo. Si decide di iniziare a scavare sulla sommità del Pizzo, un'altura dominate la vallata del fiume San Leonardo, strategicamente posta lungo l'importante via fluviale che nell'antichità collegava le città della costa (Himera, Solunto) con Akragas (Agrigento) e Selinus (Selinunte). Dalle ricognizioni effettuate l'area del Pizzo risulta essere stata abitata ininterrottamente dall'età del Bronzo fino alla distruzione dell'abitato ad opera dei conquistatori romani nel III secolo avanti Cristo. Si tratta di un centro indigeno, dunque, abitato da popolazioni locali come gli Elimi e i Sicani, che entrò in contatto con le colonie greche e puniche, come risulta dai rinvenimenti. Una grande quantità di materiale ceramico, oltre a strutture murarie, è stato infatti rinvenuto in tutta l'area del Pizzo. Come spiega l'archeologo Andrea Masi:"Si tratta di materiale di diversa orivenienza. Monete puniche e ceramiche di provenienza greca sono state rinvenute insieme a ceramiche elime e sicane sia imprese e incise che dipinte, a testimonianza della fitta rete di relazioni commerciali intercorrenti tra le popolazioni indigene e i colonizzatori stranieri in questa parte della Sicilia". Nel settembre di quest'anno, l'eccezionale scoperta del Santuario. Dall'area intorno ad una struttura edilizia di dimensioni monumentali, provenivano un gran numero di frammenti fittili raffiguranti la stessa figura femminile, oltre a numerosi oggetti d'uso comune solitamente adoperati anche nei riti sacri (come colini, contenitori di diverse forme e dimensioni per i cibi). La presenza delle statuette ha fatto pensare al culto di una divinità femminile che potrebbe essere Demetra. Giusi Diana    

CURTI:"Siamo appena all'inizio"

CIMINNA (gdi) - "La ricognizione è iniziata soltanto due anni fa, siamo solo agli inizi" sottolinea il professore Emmanuele Curti. "Finora il primo vero scavo è quello che ha riguardato il santuario, ma tutta l'area di Ciminna è di eccezionale interesse archeologico". E sul futuro dell'intera zona:"Noi non vogliamo arrivare, fare lo scavo e ripartire, il progetto che riguarda Ciminna è complesso e articolato vuole essere un esempio di come l'archeologia possa aiutare l'economia di un luogo, grazie al coinvolgimento di più forze ma soprattutto della comunità locale". Oltre al Comune che in questi anni ha sostenuto con le sue sole forze l'onere finanziario degli scavi, si sta cercando di coinvolgere nel progetto altri partners quali la Provincia e la Regione. Intanto si sta già lavorando alla realizzazione di corsi di formazione nel settore archeologico e della gestione dei Beni culturali indirizzati ai giovani. Per coloro che volessero informarsi sui recenti scavi condotti sul Pizzo, una mostra fotografica realizzata con il contributo della Scuola di Specializzazione di Matera e del Birkbeck College mostra le immagini dei ritrovamenti. La mostra, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune, è ospitata nel Museo Civico "Filippo Meli" in Via Roma a Ciminna, resterà aperta fino a tutto il mese. Gi.D.  

   
 Copyright © 2001 - www.ciminnaonline.com - Tutti i diritti riservati