- Vincenzo
e Paolo Amato,
compositore il primo, l'altro architetto che ha legato
la sua fama ai numerosi monumenti conservati a Palermo
(Chiesa SS Salvatore e Fontana del Garraffo e chiesa a
tre navate S. Giovanni Battista a Ciminna);
- Pasquale Sarullo,
sacerdote e pittore (di cui una bibliografia delle sue
opere a cura di Padre Giorgio Leone del convento Sacro
Cuore alla Noce a Palermo);
- Santo Gigante,
teologo, vicario foraneo e pittore;
- Vito Graziano,
storico, medico;
- Sac. Giuseppe Rizzo,
il quale laureatosi a Palermo con Giovanni Gentile, fu
certamente uno dei pił insigni studiosi del Rosmini in
Sicilia su cui scrisse dei saggi, ritenuti ancor oggi
tra i pił acuti e penetranti;
- Sac. Filippo Meli,
distintosi nel campo dell'arte e della storia, titolare
di cattedra nei Licei (Istituto statale d'arte di
Lucca), sia attivitą scientifica (Accademia Belle Arti
di Palermo). Scrisse numerosi saggi, fra cui,
meritamente famosi, quello su Giacomo Serpotta e su
Matteo Carnilivari e l'architettura del Quattrocento e
del Cinquecento in Palermo;
- Mons. Francesco Ferrante,
prefetto degli studi del Seminario di Palermo e rettore
della Cappella Palatina della medesima cittą;
- Mons. Vincenzo Monastero,
oratore, andņ per la maggiore, per cui fu spesso
chiamato, quale quaresimalista, anche in varie cittą del
continente;
- Mons. Vito Graziano,
rettore del Seminario Arcivescovile di Palermo;
- Don Giacomo Alomia,
Provinciale della Societą dell'Apostolato Cattolico
Pallottino a Roma e Direttore nazionale della pontificia
Opera Santa Infanzia;
- Padre Fedele Barone,
Ministro Provinciale dei Padri Cappuccini di Palermo;
- Padre Calogero Guttilla,
Cappellano Militare;
- Antonino Scimeca,
notaio, amministratore al Comune e all'Ospedale Civico,
oltre che avvocato e oratore valentissimo;
- Vito Scimeca,
Generale di Corpo d'Armata, pluridecorato al valor
militare, insignito alla Legion d'Onore, alla Croce di
Guerra belga e quella americana;
- Vito Barone,
magistrato di Cassazione, ebbe nel 1951, un pubblico
riconoscimento dal Ministero di Grazia e Giustizia con
la Medaglia d'Oro al merito della redenzione sociale;
- Salvatore Saso,
Vice-Sindaco a Palermo e Direttore sanitario del carcere
Ucciardone della stessa cittą;
- Salvatore Monastero,
titolare di Cattedra e Preside della Facoltą di Agraria
nell'Universitą degli Studi di Palermo e deputato nella
prima legislatura nel Parlamento regionale. A lui si
attribuisce il merito di aver meglio individuato la
natura della cosiddetta "mosca olearia", il parassita
che tanto danno produce alla pianta dell'ulivo;
- Giuseppe Passantino,
titolare di anatomia presso la facoltą di Veterinaria
dell'Universitą di Messina, di cui fu anche preside;
- Giuseppe Raimondi,
Generale di Brigata della motorizzazione;
- Michele Maiorca,
Segretario Generale dell'Assemblea Regionale Siciliana e
uno dei pił zelanti organizzatori di attivitą culturali
a Ciminna;
- Teresina Caeti,
donna Teresina (cosi veniva affettuosamente chiamata),
non consegui mai titoli culturali, ma mostro' tanta
capacitą nell'opera cui massimamente si dedico', le
organizzazioni giovanili cattoliche femminili, per cui
essa, costitui veramente un validissimo stimolo
nell'ambiente delle donne ad uscire dal tradizionale
focolare domestico, per cominciare ad affacciarsi esse
pure alla vita sociale e pubblica. Fu, insomma, per
Ciminna un'anticipatrice di quelle che oggi si dice
emancipazione femminile;
- Francesco Graziano,
pediatra, uno dei pił rinomati e, per molto tempo, uno
dei specialisti pił qualificati dell'Ospedale dei
Bambini di Palermo;
- Martin Scorsese,
regista, cittadino onorario di Ciminna, figlio di madre
Ciminnese;
- Clemente Bovi,
Carabiniere scelto, Medaglia d'Oro al Valor Militare.