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Encomio Solenne
Scopertura busto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clemente Bovi, Carabiniere scelto, Medaglia d'Oro al Valor Militare. Appartenente a numerosa famiglia di laboriosi operai, ebbe due fratelli caduti nella seconda guerra mondiale. Ventenne, si arruolò nella legione allievi carabinieri e, nominato carabiniere nel dicembre 1946, fu assegnato alla legione di Milano. Nel marzo 1949 venne trasferito alla legione di Messina e due anni dopo a quella di Palermo, che lo destinò alla stazione di Caltabellotta. La sera dell'8 settembre 1959, lasciata la moglie ed un figlioletto di pochi mesi, presso i propri parenti a Ciminna, mentre rientrava in caserma a bordo di un'autovettura condotta da un amico, attaccato da banditi nei pressi di "case Moscato" sulla statale n. 118, a circa sei chilometri da Corleone, cadde vittima, in impari lotta, del suo senso dei dovere.

Giuramento allievi Carabinieri
Concerto della fanfara in piazza Galimberti
Cuneo (gs) - Sabato 9 aprile, alle ore 10.30, in Piaza Galimberti avrà luogo la celebrazione della Giornata in onore delle Medaglie d'oro al valor militare. Nel corso della cerimonia, gli allievi Carabinieri ausiliari del 2° Battaglione di Fossano - 184° corso, intitolato al carabiniere Clemente Bovi, medaglia d'oro al valor militare, presteranno giuramento di fedeltà alla Repubblica dinanzi al colonnello Giuseppe Parisi, comandante della Scuola allievi Carabinieri di Torino.
Alla manifestazione, oltre alle massime autorità civili, militari e religiose della provincia di Cuneo, presenzieranno il generale di Corpo d'armata Giuseppe Franciosa, ispettore delle scuole Carabinieri, il generale Giuseppe Bario, comandante della 10° Brigata Carabinieri e Vito Andrea Bovi figlio del defunto carabiniere Bovi. In rappresentanza del Gruppo medaglie d'oro al valor militare d'Italia, interverrà il generale di brigata - ruolo d'onore - Umberto Rocca, medaglia d'oro al valor militare, E' naturalmente prevista la partecipazione di numerosi familiari degli allievi e rappresentanza delle associazioni combattenti e d'arma. Nel pomeriggio di venerdì 9, alle ore 17, sempre a piazza Galimberti, la fanfara della Scuola allievi Carabinieri di Torino tiene un concerto di musiche militari, folcloristiche e classiche. LA GUIDA - 8 aprile 1994 

Ciminna - Oggi a Ciminna si é svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri, che é stata intitolata a Clemente Bovi, un militare di Ciminna che l'8 settembre 1959 venne assassinato mentre tentava di arrestare una banda di criminali. Bovi restò ucciso in uno scontro a fuoco a Corleone. Per questo motivo era già stato decorato con la medaglia d'oro al valor militare. Adesso, dopo 43 anni da quel tragico episodio, gli sarà intitolata la caserma dei carabinieri di Ciminna. La cerimonia, che ha avuto inizio alle 10,45 e ha visto schierate anche le associazioni combattenti e l'associazione nazionale carabinieri, é stata caratterizzata dal susseguirsi di rievocazioni storiche che hanno culminato, appunto, nell'intitolazione della caserma al carabiniere rimasto ucciso. Al termine della cerimonia militare c'é stata una esibizione della fanfara ed un rinfresco - al quale ha preso parte la cittadinanza - all'interno della villa comunale. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili e militari della Regione Sicilia. GIORNALE DI SICILIA - 14 settembre 2002

14 SETTEMBRE 2002: CIMINNA (PA). In ogni cerimonia c’è, senza dubbio, una fase particolarmente commovente. E la mattina del 14 settembre dello scorso anno, nella caserma di Ciminna, una struttura nuovissima e quanto mai efficiente, il momento più toccante è giunto con la commemorazione di Clemente Bovi, carabiniere scelto, ucciso da un gruppo di malviventi nelle campagne di Corleone nel 1959 e decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. A lui è stata intitolata la caserma. Il Sindaco Vito Catalano ha donato la Bandiera tricolore e quella europea, che salgono, insieme, in cima al pennone. Vito Andrea, figlio del decorato, è stato il padrino della manifestazione. Notizia tratta dal sito internet dell'Arma dei Carabinieri

LA STORIA di Vito BOVI, ex carabiniere senza lavoro

 

"Ora restituisco la medaglia"
Il padre era un carabiniere e venne ucciso dai malviventi nello adempimento del servizio. "Non si riconosce l'uccisione di mio padre, come un delitto di matrice mafiosa".

 

Stanco di aspettare un lavoro, decide di restituire al presidente della Repubblica la medaglia doro in memoria del padre, ucciso in un conflitto a fuoco da un gruppo di criminali. Protagonista di questa singolare storia Vito Andrea Bovi, di 46 anni, nativo di Ciminna. "Sono amareggiato - racconta Vito Bovi - Da cinque anni attendo un'occupazione. Ho scritto alla Regione, al prefetto di Palermo e al sindaco del mio paese. Ma, finora non ho ricevuto risposta. La mia protesta riguarda il fatto che, nonostante la normativa vigente stabilisca l'assunzione dei figli di caduti nell'adempimento del servizio, non si riconosca l'uccisione di mio padre, Clemente Bovi, come un delitto di matrice mafiosa".
La storia. "Mio padre aveva 32 anni quando fu ucciso l'8 settembre 1959 a pochi chilometri da Corleone. Prestava servizio di carabiniere scelto alla stazione di Caltabellotta. Avevo appena due mesi quando rimasi orfano. Stava ritornando in servizio quando si imbatté in alcuni malviventi intenti a derubare i passanti. Ne nacque uno scontro a fuoco, mio padre prima di cadere a terra esanime: era riuscito ad uccidere un componente della gang e a ferirne un altro. L'allora presidente della Repubblica consegnò a mia madre, che è deceduta nel 1965, una medaglia d'oro, a ricordo del coraggio dimostrato da mio padre". Vito Andrea Bovi venne mandato in collegio, per nove anni svolse servizio di carabiniere, poi lasciò l'Arma per emigrare in Belgio. Rientrò, nel 2000 in Sicilia, stabilendosi nel Comune di Erice. Da qual momento iniziò la sua battaglia per avere un lavoro. Tuttora svolge l'attività di volontario, assieme ad altri carabinieri in pensione, quale vigilantes.
"Credevo di avere delle agevolazioni come orfano di chi ha servito lo Stato. Ma niente di tutto questo. Di contro si assistono a delle assunzioni di parenti di mafiosi, mentre nel mio caso l'omicidio di mio padre non viene considerato di stampo mafioso, ma alla stregua di un fatto di sangue che rientra nel brigantaggio, nel banditismo della Sicilia e della Sardegna". Un interessamento è stato manifestato il prefetto Finazzo, che tramite i suoi funzionari si è rivolto ad aziende con l'auspicio che venga risolto definitivamente il problema. GIUSEPPE BRUCCOLERI  - LA SICILIA - Edizione di Trapani e Palermo - 28 marzo 2006

Dopo la pubblicazione dell'articolo, un forte interessamento lo ha manifestato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trapani nella persona del Colonnello Claudio Vincelli che si è attuato in tutte le direzioni al fine di trovare una soluzione al delicato problema. Alla fine la SICURTRANSPORT S.p.A. ha accolto l'invito ed adesso ho un lavoro come Guardia Particolare Giurata, Grazie Signor Colonnello.

UNO DEGLI UOMINI D'ONORE ERA IN CONTATTO CON I CORLEONESI
"Nella Connection un ruolo anche per Riina"
Agrigento - Il racconto dei collaboratori di giustizia americani consegna ai nostri investigatori particolari molto interessanti. Non tutti sanno, per esempio, che nella "Ribera connection" occupa un posto importante il mandamento di Corleone a quanto pare molto presente anche ad Elizabeth. C'è in particolare un boss, Jake Amari - originario di Corleone e sottocapo di John Riggi, tanto potente da poter "autorizzare" un omicidio a Ribera - che viene descritto come "uno sempre in contatto con Totò Riina". E lo stile e il metodo d'azione che caratterizza Jake Amari sempre molto "corleonese": "Giunse ad Elizabeth all'età di quindici anni, dopo essere fuggito dall'Italia per aver ucciso un carabiniere". In effetti nel paese di Provenzano e Riina, l8 settembre del 1959, è stato assassinato il militare Clemente Bovi.
Francesco La Licata - LA STAMPA - 5 luglio 2006

CIMINNA (ama) - Alla presenza di numerose persone è stato scoperto dal sindaco Vito Catalano, il busto bronzeo a ricordo del carabiniere scelto Clemente Bovi, medaglia d'oro al valor militare. Bovi è stato ucciso da alcuni rapinatori, nel 1958 nella zona del corleonese, difendendo alcuni cittadini. Il busto è stato realizzato dall'artista baucinese Enzo Puleo. Alla cerimonia, che si è svolta all'interno del cimitero comunale, sono intervenuti oltre ai familiari, autorità militari, una rappresentanza dell'associazione carabinieri in congedo e gli amministratori locali. Giornale di Sicilia - Novembre 2006

 

   

 

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