Inaugurato
nell'anno 1981, il Museo porta il nome di Monsignore Filippo Meli. E'
diviso in tre sezioni, il reparto etnologico, il reparto delle arti
figurative ed infine il reparto archeologico. Nella sezione etnologica,
vengono conservati gli attrezzi e strumenti di lavoro degli agricoltori,
pastori, artigiani e le maestranze di Ciminna agli inizi del novecento.
Dello stesso periodo, in una seconda sala del Museo, é stata esattamente
riprodotta una cucina tipica ciminnese comprendente un telaio ed una
macchina da cucire dell'epoca. Una terza sala ospita la classica stanza
da letto del ciminnese medio, completo di "Cantarano" per i bisogni
corporei e "Vacile" per lavarsi la mattina. Nel reparto delle arti
figurative, oltre a vari paramenti religiosi ed arredi sacri (anche un
calice d'argento) provenienti dalla cappella dell'ospedale Santo
Spirito, si possono ammirare la "Pentecoste" 13 statue lignei del XVII
secolo che rappresentano i dodici apostoli e la Madonna, che in tempi
lontanissimi erano sicuramente montati su una bara processionale, a
ricorrenza di qualche festività religiosa oggi in disuso. La sezione
archeologica é quella più "giovane" perché costituita nel 1997 grazie
alla collaborazione di moltissimi volontari e appassionati. Vi si
conservano monete puniche (400 - 280 a.c.) e romane dal 300 a.c. al 380
d.c., sigilli bizantini (450 - 600 d.c.), ceramica indigena sicula,
punica e romana, un'anfora funeraria del VI secolo a.c. e vari reperti
di età Araba e Normanna. Il Museo possiede un proprio laboratorio
fotografico e schedatura dell'oggettistica catalogata al computer.