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"I Ciminnesi non sono mai stati ricchi e non sognano di diventarlo d'incanto proprio ora, ma sono retti da speranza di potere lavorare con serenità e fecondità per un sempre migliore e più concreto benessere".
E' questa l'affermazione di Francesca Milazzo sulle condizioni economiche e sociali di Ciminna nel secondo dopoguerra; affermazione che, pur dopo anni, conserva tuttavia il crisma di una profonda verità. Ciminna, considerata nel complesso della sua popolazione, non é mai stato un paese ricco, né ha attualmente le premesse per diventarlo. La sua popolazione in generale ha sempre vissuto di lavoro. Quando, in epoca di crisi, non hanno trovato lavoro in loco, é andata a cercarselo altrove, anche lontano, emigrando, affrontando tutti i rischi che a cio' conseguono. Ma ciò vale anche per numerosi altri comuni siciliani, le cui condizioni generali non sono dissimili di quelle di Ciminna. Ma ritengo che, specie in questo secondo dopoguerra, pochi altri comuni si siano con l'migrazione spopolati come Ciminna. Insomma, con la massiccia emigrazione prima, e con il fenomeno dell'emigrazione di ritorno dopo, come in tutta l'isola, anche a Ciminna é avvenuta una grande trasformazione nella struttura sociale e, perciò grazie pure ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, i cosiddetti mass-media, anche l'economia, nei rapporti di lavoro e nella mentalità. Ma nel corso degli anni, superata la fase di estrema difficoltà sociale ed economica, in cui, triste nella memoria, non poche famiglie vivevano veramente di stenti e non pochi bambini, quasi abbandonati a se stessi, si vedevano per le strade laceri e mal nutriti, nuovi orizzonti  si aprivano agli occhi dei Ciminnesi; nascono alcune piccole industrie; l'agricoltura, attività prevalente, ha un forte slancio; l'edilizia si espande; viene ultimato un grandioso "molinificio" che viene addirittura considerato uno dei più grandi dell'isola e, il problema della disoccupazione viene in parte risolto. Tra le attività ricreative anche a Ciminna occupa certamente un posto preminente lo sport, particolarmente quello calcistico che, dopo vari adattamenti dispone anche di un campo, per cui é stato possibile meglio organizzarlo. Ora sono già più di venti anni che si é potuto organizzare il primo campionato interno con la partecipazione di quattro formazioni locali denominate "San Giovanni", "FAT", "Juve Flavia" ed infine, "Fontanella" ribattezzata Ausonia, relative ai quattro quartieri in cui é stato diviso il paese. Completata perciò' nel 1977 la costruzione, presso l'Apurchiarola, del campo sportivo comunale si diede vita ad una Associazione Calcistica locale, con primo presidente Felice Cassata, perito purtroppo nel tragico incidente aereo dell'anno successivo a Punta Raisi. Ciò tuttavia non rallentò lo sviluppo di tale forma di sport, per cui, dalla fusione delle quattro squadre si costituisce un'unica formazione che si iscrive al campionato nazionale dilettanti di 3° categoria. Anche il campo sportivo venne intanto completato (1981) con la costruzione delle gradinate, capace di contenere fino a 2000 spettatori. L'Associazione Calcio Ciminna, partecipa, ininterrottamente, a tutte le categorie dilettantistiche fino ad approdare al campionato di Promozione ove vi resta per alcuni anni ma, la mancanza di fondi e di sponsor porta il calcio Ciminnese alla sua scomparsa. Il Comune possiede due moderne palestre coperte, un campo multifunzionale all'aperto di pallacanestro e pallavolo e due campi di bocce.  Tra le attività ricreative va pure ricordato il Complesso Bandistico A.C.A.M. Giuseppe Verdi, che, può ben dirsi, vanti ormai, oltre un secolo di vita, essendo sorto nel lontano 1827 sotto forma di orchestra e venuto costituendosi nella forma attuale a cominciare dalla fine del secolo scorso. Nell'immediato primo dopoguerra, negli anni Venti, per una scissione interna, per qualche tempo, Ciminna ebbe anche due bande musicali, per cui Antonino Cuti (morto nel 1933) e Gabriele Bonanno (morto nel 1971), entrambi compositori, il secondo anche di marce che costituiscono attualmente un suo particolare repertorio. Attualmente ne é direttore Francesco Frangipane, con il quale complesso bandistico ha conseguito l'ambito primo posto nel Concorso Bandistico "Medaglia d'Oro" del Giovedì Santo 1979 a Caltanissetta. Nel 1981 la tradizionale Banda musicale, per eventi dissidi interni, é ritornata a scindersi in due, essendosi un gruppo distaccato, per costituirsi in un corpo bandistico autonomo sotto la direzione del Maestro Salvatore Nicosia, assumendo il titolo di "Corpo Bandistico Vincenzo Bellini - Città di Ciminna". Quest'ultimo, si é sciolto da qualche anno per motivi di dissidi interni. Importante l'iniziativa di fornire Ciminna anche di una televisione privata, già in via di sperimentazione, denominata "Teleciminna", con finalità educative, intesa perciò a valorizzare e diffondere le manifestazioni più significative del comune, notiziari, filmati, rubriche e conferenze. Una televisione, dunque, con finalità culturali, secondo le più avvertite esigenze attuali, che ben si innestano però nella tradizione locale. 
   
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