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SS Crocifisso
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La festa più solenne é quella del SS. Crocifisso, che si fa la prima domenica di maggio. L'origine della detta festa rimonta ad una tradizione del secolo XVII, colla quale fu celebrata la prima volta nel 1651, non é venuta meno fino ad oggi; anzi quando la sacra immagine si mostrò benigna con grazie spirituali e temporali al popolo, tanto questo si cooperò all'esaltazione di essa. Ai tempi nostri la festa é ancora la più importante del paese, e ad essa interviene la rappresentanza municipale in tutte le funzioni. L'apparato della chiesa si fa con grande magnificenza sempre vario con nuove invenzioni ed idee. Le strade sono animate per due giorni dal suono della banda musicale, dai tamburi, dai rimbombi dei mortaretti, dalle sfarzose illuminazioni, né mancano mai le corse dei barberi, i fuochi artificiali, la fiera degli animali ed altre pompe per rendere solenne il trionfo di quel giorno. Ma le maggiori attrattive della festa sono ogni anno la processione cosi detta delle torce e quella della sacra immagine. La processione delle torce si fa con molte cavalcature elegantemente bardate e montate dai loro padroni, che portano grossi ceri adorni di nastri variopinti o di fiori e seguiti dalla banda musicale. Dopo che, le torce, hanno effettuato il giro del paese, si danno appuntamento in Piazza San Giovanni, sede anche dell'omonima chiesa e custode della sacra immagine del SS. Crocifisso, ove una folla immensa li attende. Le torce effettuano dei giri della piazza gettando al popolo in festa dolciumi di ogni genere e la banda che suona a festa. La processione della sacra immagine procede in modo più solenne. Tutto comincia dopo la messa solenne con l'intronizzazione della sacra immagine. Presa devotamente dalla tribuna maggiore, ove si trova, e messa sulla croce d'argento con tutti gli emblemi che l'adornano, essa viene collocata sopra una bellissima bara, preparata in mezzo alla chiesa.  Cosi disposta la sacra immagine, comincia ad avviarsi la processione. Viene prima un gonfalone con quattro tamburi; indi seguono su due file moltissimi fedeli d'ogni età e condizione, dei quali alcuni scalzi, con grossi ceri accesi; vengono tutte le confraternite colle loro statue; poi viene il clero, e infine la sacra immagine, portata da ottanta individui in camicia e pantaloni bianchi con una fascia rossa alla cintura, e seguita dalla rappresentanza municipale e dalla banda musicale. Un popolo immenso e servito di uomini e donne chiude la processione, alla quale esso é tanto affezionato, che nel 1870, essendo proibite tutte le processioni religiose, esclusa quella del santo protettore, il consiglio comunale, nella seduta del 21 aprile, dichiarò il SS. Crocifisso patrono di Ciminna. Alcune volte nei siti, ove é solita fermarsi la detta immagine, é stato eseguito un inno di voci a coro di accompagnamento d'orchestra chiamato volgarmente frottola.

Nel corso della processione i portatori della bara dicono ogni tanto a coro e ad alta voce i seguenti mottetti:

- La grazia di l'arma, la saluti e la binidizioni di la campagna ci avemu a dimannnari a stu patri amurusu dicennu: Viva lu patri di li grazii

- E cu nisciu chiddu chi guverna celu, terra e mari? e voli grazii ricurri a stu patri amurusu dicennu: Viva lu patri di li grazii

- E cu nisciu lu medicu di tutti li malati? chiddu chi guarisci cechi, surdi e muti e cu voli grazii ricurri a stu patri amurusu dicennu: Viva lu patri di li grazii;

- Triunfa lu celu e la terra chiamannu stu patri amurusu dicennu: Viva;

- E cu s'arricogghi lu patri di li peccatura dicennu: Viva

- Cu veru cori e cu vera fidi l'amu a chiamari a stu patri di misericordia dicennu: Viva

 

   
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