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Benché il nome di Ciminna sia di origini arabe, ritrovamenti archeologici confermano che Ciminna sia di origine punico - greco e già esistevano le prime abitazioni costruite alle pendici del colle Sant'Anania, all'interno della cinta muraria del castello posseduto nel tempo dalle famiglie feudali degli Sclafani, i Moncada, ed in ultimo nel 1369 dai Ventimiglia, ed i Grifeo Signori e Principi di Ciminna e nel XVII secolo contava già 6500 abitanti. Vanta tradizioni storiche, ma anche artistiche, culturali e folkloristiche di una certa rilevanza e risonanza. Ciminna é terra fertile dal punto di vista culturale, patria di uomini che non di rado, per fama hanno varcato gli stretti limiti della Provincia, ancora attivo e fecondo centro di iniziative pubbliche e private, ha una posizione di rilievo in campo commerciale, turistico e culturale.
Tra le figure di maggior spicco tra il XVI e XVII secolo nel campo artistico vanno ricordate: Vincenzo La Barbera (pittore), operante a Ciminna, Termini Imerese, Palermo; Bartolomeo e Vincenzo Brugnone, intagliatori di Ciminna; Vincenzo e Paolo Amato, il primo musicista e compositore, l'altro noto architetto del Senato palermitano, che ha legato la sua fama ai numerosi monumenti conservati a Palermo (chiesa del SS. Salvatore, la fontana del Garraffo), a Ventimiglia di Sicilia la chiesa Madre a Ciminna e la chiesa di San Giovanni Battista, e il disegno di un reliquiario per la chiesa di San Francesco d'Assisi, nativi di Ciminna; Francesco e Santo Giganti, il primo pittore, l'altro V.F. e D.S.T.; Melchiorre di Bella; Riccardo Quartararo; Nicolo' da Perrineo; Giovanni da Milano; Simone Wobreck l'Olandese; Antonello e Antonino Gagini; Gabriele de Battisti; i Fratelli Li Volsi da Tusa; Giacomo Serpotta; Walsgart; Pietro Novelli; Borremans Jr.; Giacomo e Pietro Agnesi; Giuseppe Guarnieri; Filippo e Francesco Quattrocchi; Padre Pasquale Sarullo; Sacerdote Vito Leto (inventore); Filippo Meli; Vito Graziano (storico) ed altri uomini illustri che hanno operato attivamente in questo paese, lasciando opere che ancora oggi possiamo ammirare.
Nel 1962 il famoso regista Luchino Visconti girò a Ciminna alcune scene di uno dei capolavori del cinema italiano, "Il Gattopardo". Il Visconti rimase affascinato dalla bellezza del paesaggio e dalla sua splendida Chiesa Madre, dove si trovano anche gli stucchi di Scipione Li Volsi.
Ciminna sembra anche provenga dall'arabo "Soemina", che vuol dire pingue, grasso, evidentemente riferito alla fertilità del suolo. Infatti, lo stemma é uno scudo che in alto presenta il grifone e sotto una mammella, in gergo chiamata "Minna", simbolo di fertilità. Il paese attuale sorge in epoca normanna intorno ad un Castello, ma nel 1326 le vicissitudini belliche portarono alla sua distruzione. Ben presto venne ricostruito nello stesso luogo, ma già nel 1675 il castello aveva bisogno di ristrutturazioni che i signori di Ciminna non vollero pagare ed oggi di esso non rimane altro che le basi delle mura perimetrali. Nel 1320 circa, fu ducato feudale della famiglia Sclafani, dei Ventimiglia, definiti i "Gonzaga della Sicilia" per il culto dell'arte e della cultura che essi avevano, ed infine, dai Graffico. Prova della magnificenza dei signori di Ciminna é la Chiesa Madre che sorta come cappella del castello, ha subito notevoli trasformazioni nel tempo. Della costruzione originaria restano due piloni compositi centrali in pietra dura, le due colonne addossate alla parete interna dell'ingresso, di cui una realizzata con mattoni rossi di forma triangolare, e un massiccio campanile. L'interno barocco, racchiude molte ed interessanti opere come il soffitto in legneo cinquecentesco, i meravigliosi stucchi dell'abside di Scipione e Francesco Li Volsi da Tusa e un polittico marmoreo di scuola gaginesca. Sempre dei fratelli Li Volsi, nell'abside centrale spiccano diverse statue in stucco raffiguranti il Padre Eterno e gli Evangelisti. In un abside laterale é posto un rilevante coro in legno intarsiato di Giuseppe Dattolino. La città di Ciminna ha mantenuto intatto nel tempo l'originario aspetto urbanistico medioevale. Sono ancora visibili i pittoreschi cortili e le caratteristiche stradine che fiancheggiano grandi e semplici case, edificate attorno ad un antico casale normanno.
Ciminna, centro agricolo, 35 Km a Sud - Est del capoluogo Palermo, a 530 metri sul livello del mare, con una superficie di 56,3 Kmq e con 4418 abitanti chiamati Ciminnesi ed é raggiungibile mediante S.S. 121 PA - AG svincolo per Baucina - Autostrada A19 PA - CT svincolo per Trabia.
L'economia locale si basa sull'agricoltura e l'artigianato tradizionale. Nel suo territorio sono state rinvenute testimonianze di abitanti preistorici punici e romani.
Sono da visitare le numerevoli chiese ma, le più interessanti risultano essere:
- Chiesa di San Francesco: si trovano un rarissimo Crocifisso di A. Gagini e tele di artisti ciminnesi, fra cui Pasquale Sarullo;
- Chiesa di San Domenico: posta quasi all'inizio dell'abitato antico, conserva una lignea, la Vergine del Rosario, capolavoro del Quattrocchi, un ciborio, e una statua della Madonna di A. Gagini e le catacombe dei confrati della compagnia del Nome di Gesù;
- Chiesa del Purgatorio: possiede un bel polittico con la Maddalena e i Santi;
- Chiesa San Giovanni: interessante da visitare. Progettata dall'architetto Paolo Amato, di Ciminna, dove sono un prezioso Crocifisso  e il trittico della Madonna dell'Udienza.
Infine, sono da visitare i beni monumentali come l'Oratorio S. Francesco (Teatro Alfieri), l'Esattoria Comunale, il Municipio, la casa di Rosa Tantillo e Padre Guttilla, la Bibblioteca pubblica che conserva i resti della "Bibblioteca Cappuccinorum"e circa 600 volumi sul Rinascimento Italiano, il museo civico "Filippo Meli" - raccolta etnografica ed arti figurative.
Molto suggestivo l'itinerario ecologico - geologico - speleologico e panoramico delle zone Pizzo e Serre.
In ultimo, le manifestazioni più importanti, suggestive e folkloristiche risultano essere: la festa del SS. Crocifisso, con "la furriata di li torci", spettacolare danza delle torce con sette muli bardati a festa, processione e fiera agricola (1° decade di maggio); la più importante é la festa patronale di San Vito, la processione rievoca con 240 personaggi episodi della vita e del martirio del santo. In concomitanza importante fiera del bestiame (1° domenica di settembre).

 

   
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